giovedì 22 novembre 2018

La scuola è aperta a tutti

studente autistico a scuolaLa scuola è aperta a tutti.
Così ha inizio l’articolo trentaquattro della Costituzione.
Altrettanto in tal guisa comincia questo breve componimento con la presunzione di sentirsi storia.
C’era una volta una classe, quindi.
Anch’essa pronta ad accogliere chiunque, di qualsivoglia aspetto e modalità espressiva, nell’età coerente e, soprattutto, con l’inviolabile diritto di ricevere istruzione adeguata.
A riprova di ciò, di seguito, un eterno scambio tra alunno e maestro, a sancire il patto che li lega.
E se domani mi presentassi privo d’orecchi? Chiede il primo.
Farò sì che i tuoi occhi colgano l’essenziale, risponde il secondo.
E nel caso in cui il giorno seguente i miei occhi fossero tre, anzi, quattro, no, decine in più?
Ti aiuterò a scegliere cosa guardare per comprendere il meglio.
E allorché non avrò voce per dire la mia?
Troveremo insieme la via per renderti protagonista almeno quanto gli altri.
E qualora non avrò la forza di entrare nell’aula?
Usciremo da quest’ultima e faremo scuola accanto a te.
E laddove le mie mani non riusciranno a star ferme ad ascoltar lezioni e raccomandazioni?
Ti insegnerò a muoverle a tempo con i tuoi compagni.
E quando non sarò capace di rimaner seduto e immobile come le pareti che ci circondano?
Scoprirò un valido motivo per fermarti ad ascoltarci tutti.
E se invece non ci sarà alcun libro di testo o programma didattico a giustificare la mia presenza?
Seguiremo te, perché tu sei il motivo, il solo, della nostra presenza.

Questo è il mio compito.
Mentre tu sei scuola.
E senza di te, Francesco.
Noi siamo solo polvere di cancellino e una manciata di sopravvalutati numeri sul registro...

#iosonofrancesco

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