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Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

Maestra licenziata: insultò poliziotti

C’era una volta un paese dove una maestra venne licenziata perché insultò i poliziotti durante un corteo antifascista.
Perché la condotta tenuta dalla docente, seppure non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrastava in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arrecava grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione.
C’era altresì una volta una nazione dove ciò che contrastasse in maniera evidente con i doveri inerenti la propria funzione, arrecando grave pregiudizio a tutti i cittadini da essa dipendenti e all’immagine stessa della pubblica amministrazione, comportava il conseguente licenziamento.
Per tutti...
E allora, per semplice coerenza, c’era una volta uno Stato man mano privato di deputati e senatori.
Ministri, sotto ministri e affini.
Politici a vario titolo e vip a titolo zero.
Cronisti al soldo della mafia, o solo al miglior offerente.
Tutti, davvero tutto coloro che si macchia…

Storie di scuole difficili

L’istante in cui Matteo fece la conoscenza di Giada e Romualdo fu un momento strano, condito da sentimenti contrastanti. Fra tutti la frustrazione ormai alle stelle per le pubbliche umiliazioni e il comprensibile mal comune mezzo gaudio.
L’incontro avvenne esattamente in occasione della terza ora di lezione, quella di Prepotenza.
“Eccoci qua, carissime vipere in calore”, esclamò la professoressa Elvira Diamanti, una donna non bellissima ma dotata di notevole fascino, occhi verdi e capelli biondo platino.
“Siete pronti a sfogare la vostra cattiveria?” domandò ghignando malefica, pronunciando il suo motto preferito prima della consueta esercitazione in aula. Un sì accorato fu la risposta dell’aula.
“Secondo voi”, continuò fissando due studenti al primo banco sul lato sinistro della classe, “chi saranno i sorteggiati?”
“Piersanti e Bongiovanni”, esclamarono in coro tutti i presenti, tranne ovviamente gli interessati e l’ignaro Matteo.
“Esatto”, approvò la professoressa. “Voi due, forza. …