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Maestra licenziata: insultò poliziotti

C’era una volta un paese dove una maestra venne licenziata perché insultò i poliziotti durante un corteo antifascista.
Perché la condotta tenuta dalla docente, seppure non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrastava in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arrecava grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione.
C’era altresì una volta una nazione dove ciò che contrastasse in maniera evidente con i doveri inerenti la propria funzione, arrecando grave pregiudizio a tutti i cittadini da essa dipendenti e all’immagine stessa della pubblica amministrazione, comportava il conseguente licenziamento.

Per tutti...
E allora, per semplice coerenza, c’era una volta uno Stato man mano privato di deputati e senatori.
Ministri, sotto ministri e affini.
Politici a vario titolo e vip a titolo zero.
Cronisti al soldo della mafia, o solo al miglior offerente.
Tutti, davvero tutto coloro che si macchiassero del medesimo reato.
Ciascuno di loro licenziati.
C’era una volta favola, proprio così…

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