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Storie di scuola: imparare

A cagione di ciò, all’interno della scuola di quelle strane, di cui non parli, a meno di venir preso per il cuore, le penne erano tutte intonse, gravide di servile inchiostro, bramoso di obbedire a sua maestà il Dettato.
I pennarelli pativano in silenzio le vane proteste dei colori prigionieri, soprattutto quelli destinati a tinteggiar le solite casette con l’alberello accanto e il sole sorridente a vegliar le banalità imposte.
E le gomme da cancellare, sepolte nell’astuccio, se ne stavano lì a fomentarsi a vicenda paure ottuse e ignoranze seriali.
Perché laddove ozio e oscurità amoreggino, la sfortunata prole è destinata e vivere di paranoie e solitudine.
Eppure, l’apparenza inganna e il più delle volte si rischia di trarre conclusioni affrettate, soprattutto dando per scontato il racconto popolare.
Che oggigiorno si chiamerebbe virale.

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