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Storie di scuola: gli ultimi

“Facciamo una gara”, disse la prof agli studenti.
“E’ inutile”, rispose una ragazza dall’ultimo banco.
A esser pignoli, da un ultimo banco della sola fila composta da soli ultimi banchi.
“Perché è inutile?” chiese lei.
“Perché tanto noi non vinciamo mai.”
“Ma stavolta sì”, dissentì l’insegnante, “perché questa gara la vincerà il più ultimo.”
In pochi secondi la contesa si fece a dir poco accesa, sino a riscaldare l’intero edificio, non avvezzo a siffatti coinvolgimenti emotivi.
“Io sono il più ultimo”, esclamò il primo, “perché mio padre ha smesso di cercare lavoro da dieci anni e mia madre se n’è andata…”
“Io sono la più ultima perché venire a scuola è l’unica ragione per la quale mi alzo dal letto. Ed è anche la cosa che odio di più…”
E così via.

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