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Storie di scuola e insegnanti

Non ho idea di dove sia finito dopo, ma non appena il mio collega mi ha chiesto dei vecchi tempi andati ho subito ripensato a lui e a ciò che scrisse nel tema di quel giorno.
Racconta chi sei, la traccia. Una via per agevolare la conoscenza reciproca tra gli alunni, niente di più.
E soprattutto molto di meno di quel che Corrado mostrò.
Io vivo fuori, così iniziava, e poi di seguito.
Vivo fuori di me, quindi io sono quel che è fuori. Tutto quel che si trovi all’esterno, oltre la mia pelle, al di là del mio corpo, non il contrario.
Sono tutto, sono la ragnatela nell’angolo del soffitto, sono il ragno, perfino la preda, ma da me poi fanno pace e prendono a saltare sulla rete come fanno i bambini nei parchi e magari cascano, ma non si fanno mai male del tutto.
Sono la porta della camera, che poi camera non è perché dormo sul divano letto nel soggiorno con cucina a vista, ma quando la apro esco fuori e sono ancora io.
Perché io vivo fuori, sono quel fuori, devo esserlo.

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